Remake della trilogia originale finalmente in arrivo?

Spyro the dragon

Quando, abbastanza a sorpresa, Activision ha annunciato e poi fatto uscire l’apprezzatissimo remake della trilogia originale di Crash Bandicoot, a molti è sorta spontanea una domanda: Spyro sarà il prossimo?

La storia delle due serie è da sempre corsa perfettamente parallela. Entrambe nate come esclusive PlayStation prodotte da piccoli team (Naughty Dog e Insomniac Games) all’interno di Universal Interactive, dopo tre primi capitoli principali di grande successo, all’alba di PlayStation 2, i loro sviluppatori hanno saltato lo steccato e sono entrati in contatto più diretto con Sony lasciandosi alle spalle le due IP, raccolte da Activision, che ha continuato a produrre per anni vari sequel ma non è mai riuscita a catturare il successo degli originali.

 

Sono mesi che questa domanda ha preso sempre più consistenza, diventando quasi una certezza; il numero di indizi e voci di insider a riguardo è tale che di questo nuovo remake sapremmo già addirittura il titolo (“Spyro the Dragon: Treasure Trilogy”).

E sembra che anche Activision abbia finalmente deciso di fare la propria mossa. Due giorni fa, il 2 aprile, la redazione di IGN ha ricevuto un uovo di plastica squamato di colore viola accompagnato da un biglietto che recita “Qualcosa sta per schiudersi.”, firmato Falcon McBob (questo nome, per inciso, è lo stesso di un account Twitter ancora vuoto, ma con l’handle @SpyroTheDragon). Nelle giornate di ieri e oggi, altre uova simili stanno arrivando nelle redazioni dei maggiori giornali videoludici.

 

Spyro uovo

 

A questo punto un annuncio ufficiale della trilogia sembra imminente, probabilmente prima di un E3 ancora un po’ troppo lontano (10-12 giugno prossimi). Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi.

Lorenzo Forini
Sono nato a Bologna nel 1993, videogioco da sempre, e da sempre mi ha affascinato l'idea di andare oltre al solo giocare, di cercare di capire cosa c'è nascosto in ogni titolo dietro al sipario più immediato da cogliere. Se i videogiochi sono una forma d'arte, forse è il caso di iniziare a studiarli davvero come tali.