Ombra della guerra Forthog

AGGIORNAMENTO (05/09/2017):

Rispondendo ad Eurogamer.net in merito a questa vicenda, Warner Bros. ha dichiarato quanto segue:

Né Warner Bros. Interactive Entertainment né Monolith Productions guadagneranno da alcuna vendita del DLC di Forthog Orc-Slayer, a prescindere dal territorio in cui il DLC è venduto.

 

Il che… non chiarisce molto di più la situazione, in realtà. Diciamo che, se quei soldi devono finire da qualche altra parte, almeno una vaga indicazione su dove andranno non farebbe male e non mi sembra troppo da chiedere. Torneranno alla famiglia per altre vie? Saranno dati in beneficienza? Verranno bruciati nel corso di un rito pagano?

Il fatto che WB almeno stia dando qualche risposta, anziché fare scena muta, è un buon segnale, ma penso che arrivati a questo punto sarebbe nell’interesse di tutti (loro stessi per primi) lanciare qualche segnale per cui almeno sembri che a loro importi davvero qualcosa di tutto questo. Perché dubito molto che questa risposta farà felice nessuno, con la totale mancanza di fiducia che si è venuta a costruire nel tempo attorno al publisher.

 

ARTICOLO ORIGINALE (02/09/2017):

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra, attesissimo sequel dell’apprezzato L’Ombra di Mordor, è stato al centro di una discreta tempesta mediatica nelle ultime settimane a causa della decisione di introdurre nel gioco, in aggiunta a tutti i “regolari” DLC, un sistema di microtransazioni in grado di influenzare pesantemente sia il single player che il multiplayer (modalità che, a sua volta, a detta di più di uno sembra esistere soprattutto per rendere più appetibili suddette microtransazioni).

In aggiunta a tutto questo, sembra che una seconda controversia, ben più sgradevole, sia alle porte.

 

A marzo 2016 Mike Forgey, produttore esecutivo de L’Ombra di Mordor e de L’Ombra della Guerra, poco più che quarantenne, è tristemente deceduto a causa di una rara forma di cancro. Per commemorare il collega spirato, Monolith ha deciso di creare un personaggio a lui ispirato, Forthog Orcslayer, e di inserirlo nel gioco. Fino a qui, nulla da dire se non belle parole.

Forthog Orcslayer sarà quindi parte de L’Ombra della Guerra sotto forma di DLC, disponibile il giorno del lancio, e venduto per $5/€5/£4. La scelta di vendere un contenuto del genere potrebbe far drizzare i capelli, ma tranquilli: i soldi saranno devoluti alla famiglia di Forgey. Quindi è tutto per una buona causa, e tutti quanti vincono, giusto?

 

 

Il primo “problema” lo vedrete se guardate la fine del trailer, dove viene scritto bene in grande che per ogni acquisto del DLC, WB Games donerà $3,50 ai famigliari dello sviluppatore scomparso. Questo significa, in pratica, che solo poco più dei due terzi dei ricavati saranno effettivamente passati di mano, e i restanti $1,50 rimarranno a Warner Bros. Ma, fino a qui, proviamo pure a chiudere un occhio, dicendoci che tutto considerato il fine giustifica i mezzi.

Il secondo, e ben più grosso problema, lo troverete nella medesima schermata, ma scritto molto più in piccolo, in basso. In sostanza, questa “inziativa” riguarda solo gli acquisti provenienti da un numero selezionato di Stati dei soli Stati Uniti d’America. Se si acquista il DLC da qualsaisi altro Paese del mondo, quindi, tutti i ricavati rimarranno a Warner Bros. Games.

 

Ora, è perfettamente comprensibile che, per ragioni legali, WB Games non possa dirottare denaro derivante da un proprio prodotto da qualsiasi Paese del globo ad una singola famiglia residente degli Stati Uniti senza incorrere in un’infinità di inciampi burocratici e spese. Nulla vieterebbe comunque loro di riutilizzare quei soldi in qualche altro modo più appropriato, come ad esempio donarli ad una pletora di associazioni benefiche per lo studio di malattie rare.

La cosa onestamente più infame, comunque, è che WB non abbia scritto chiaro e tondo come il resto proprio questo “piccolo” dettaglio, sperando evidentemente di farlo passare inosservato. E, difatti, la stragrande maggioranza dei giornali che sta riportando la notizia non se n’è neppure accorta, e non lo ha scritto da nessuna parte.

 

Lasciando stare la polemica, la cosa che mi interessa maggiormente è che il nocciolo della questione vi sia ben chiaro: se abitate in Italia, o in qualsiasi Paese europeo, o da qualsiasi parte che non sia gli Stati Uniti, acquistare il DLC di Forthog Orcslayer non farà arrivare un solo centesimo né alla famiglia di Forgey né ad altre associazioni benefiche, allo stato attuale delle cose. Da qui in avanti, ogni altra valutazione diventa personale.

Lorenzo Forini
Sono nato a Bologna nel 1993, videogioco da sempre, e da sempre mi ha affascinato l'idea di andare oltre al solo giocare, di cercare di capire cosa c'è nascosto in ogni titolo dietro al sipario più immediato da cogliere. Se i videogiochi sono una forma d'arte, forse è il caso di iniziare a studiarli davvero come tali.