Chiunque almeno una volta nella sua vita ha provato ad immaginarlo.
Fino ad una ventina di anni fa era pura fantascienza, qualcosa di impossibile.
Eppure qualcuno è riuscito a dargli forma.
Si parla di realtà virtuale. Si parla di Oculus Rift.

Oculus Rift è una periferica hardware headset che riunisce le più efficaci tecnologie finora inventate nello scopo di simulare, tramite i movimenti del giocatore, un mondo virtuale circostante.
Ebbene, questa volta non si tratta del Virtual Boy ma di qualcosa che davvero cambierà il futuro del gaming.

E’ uno dei progetti che si sta facendo strada tra le interessanti proposte che ingegneri, artisti e programmatori avviano su Kickstarter.
Per chi non lo sapesse, Kickstarter è un sito in cui persone con idee innovative ma prive di appoggio finanziario chiedono offerte per ultimare i loro progetti.

La periferica al momento garantisce il supporto di quattro sistemi operativi e compatibilità con due celeberrimi SDK: Unity e l’Unreal engine.
E’ interessante non solo notare che il progetto è partito dal basso senza alcuno sponsor nè finanziatore,ma soprattutto che importanti software-house ne abbiano dimostrato interesse.
Basti pensare che due dei più importanti sviluppatori e produttori della storia dei videogiochi, John Carmack (co-fondatore della Id Software) e Gabe Newell (co-fondatore della Valve Corporations), confidano nel successo e nella rilevanza di ruolo del dispositivo. Ciò è un bene poichè garantisce una solida base di appoggio “software” per il futuro di questa innovativa periferica.

Già abbiamo sentito parlare di realtà aumentata negli ultimi tempi: dalla ormai nota stereoscopia al motion tracking, dai sensori di traslazione e rotazione ai rendering compositi in grado di fondere oggetti in 3D-grafica con reali riprese video.

Oculus Rift non è solo il collante di varie tecnologie, ma è effettivamente ciò a cui si voleva arrivare: il traguardo di questa ricerca.
Si può, quindi, affermare che l’Oculus Rift sia stato (involontariamente) la causa anzichè la conseguenza di tale sviluppo.

Al momento le donazioni hanno raggiunto il saldo fissato dagli ideatori, ma il dispositivo è ancora in fase di progettazione.
Rimane dunque un prototipo.

Come molte innovazioni, ciò porterà ad accese discussioni sui rischi e sulle conseguenze di tale novità.
Provate solo ad immaginare le conseguenze psicologiche su persone facilmente impressionabili o mentalmente instabili (che magari si ritrovano davanti all’esplosione di una granata) o i discorsi etico-filosofici che possono scaturire dalla domanda: “sono quel che sono o quel che sento?”.
Il cambiamento porta sempre con sè un po’ di inquietudine.
Ad ogni modo, a detta di coloro che già hanno provato l’Oculus Rift:

E’ un’ esperienza videoludica con un livello di immersione supefacente come nessun’altra cosa sia stata inventata fin’ora” (Cit. CVG)

Concludo invitando ad immaginare di essere nei panni di un calciatore a centrocampo che, guardandosi intorno, assiste allo stadio pieno che esulta; nei panni di un soldato su un campo di battaglia; di un generale che, impartendo ordini, assiste alla sua mossa strategica dall’alto; di un’atleta che fa parkour sui tetti di palazzi futuristici; di un guerriero medievale che dà il colpo di grazia all’ultimo non-morto rimasto…

Zone
Sono uno studente di 21 anni che frequenta la facoltà di ingegneria elettronica. Ad 8 anni cominciò la mia formazione videoludica con i miei primi 3 giochi per il buon vecchio Windows 98': "Captain Claw", "Chasm the rift" ed "Ignition". Non ho mai abbandonato il mio interesse per i videogames e mai lo farò. Sono un PC gamer e mi piace essere al corrente di novità in ambito sia software che hardware. Il videogioco della mia vita? Half Life.

4 Responses to “Oculus Rift…La realtà virtuale è servita”

  1. Oltre a remake di vecchi titoli, pensate a quanti e quali giochi dedicati a questa tecnologia si potrebbero creare.
    Oculus Rift potrebbe cambiare il mercato videoludico. Speriamo in meglio

  2. Daniela ha detto:

    … Mamma mia! (cit.)
    Eh, in effetti Mario attira molti giocatori…
    No, shh: dai che pare che con il Wii U si stiano iniziando a ricordare anche di noi che non giochiamo solo ed esclusivamente a Mario…

  3. Daniela ha detto:

    Leggendo mi è tornato in mente di quando del Wii (allora ancora chiamato Revolution) non era ancora stato presentato il controller e alcune riviste pensavano che forse Nintendo avrebbe tentato la strada della realtà virtuale. E via alle speculazioni su quanto sarebbe stato emozionante cavalcare per Hyrule nei panni di Link o smarmellare Pirati Spaziali indossando la tuta di Samus.
    Ti dirò: ora quel sogno si è riacceso. :)

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