Approfondimento e analisi sul finale e sulla trama di Final Fantasy VIII

Final Fantasy VIII Squall

Oggi ho deciso di provare a lanciarmi in una nuova specie di rubrica, in cui prenderò in esame alcuni dei videogiochi con la trama e/o il finale più misteriosi, criptici, intricati o suscettibili di dibattito, per fornire il mio punto di vista in merito.

 

Per capire qualcosa di quello che scriverò in questo articolo, è necessario che abbiate una buona idea generale dei personaggi e degli eventi di Final Fantasy VIII. Considerando quanto è lunga e articolata la vicenda, mi è impensabile scrivere qui anche una spiegazione dettagliata di tutta la trama.

Se non lo avete mai fatto, posso solo consigliarvi di recuperare e giocare Final Fantasy VIII su una delle piattaforme per cui è disponibile, prima di proseguire nella lettura. Ad ogni modo, da qui iniziano gli spoiler.

 

Artemisia e la compressione temporale

Final Fantasy VIII streghe

 

La prima cosa necessaria da tenere a mente per capire la vicenda del gioco è che ad orchestrare tutti gli eventi presenti è una Strega del futuro, Artemisia. Artemisia proietta la propria coscienza nel passato compiendo un vero e proprio “Junction” con altre Streghe – prima Edea, poi Rinoa, infine Adele.

Questo le è possibile grazie ad una invenzione del professor Odine, una macchina che aveva costruito partendo dagli studi svolti su Ellione – naturalmente capace di proiettare la coscienza di altre persone nel passato sotto forma di Junction. Nel presente questa macchina è molto rudimentale e limitata, ma all’epoca di Artemisia è stata modificata o si è evoluta al punto di permettere alla Strega di scavare liberamente fino agli anni della prima concezione della macchina stessa. Ma, visti i limiti della macchina, Artemisia è intenzionata a rapire Ellione e utilizzare piuttosto il suo potere naturale, molto superiore, per portare finalmente a termine i propri scopi.

Ma quali sono, esattamente, i suoi scopi?

 

Le azioni di Artemisia sono nominalmente semplici, ma estremamente difficili da inquadrare nell’ottica dei viaggi nel tempo e delle loro conseguenze. Perché la Strega, già sovrana incontrastata nel proprio tempo, dovrebbe viaggiare nel passato, utilizzare Ellione e operare la compressione temporale (che ridurrà l’universo a un nulla distopico completamente sotto il suo controllo)? Il gioco non lo spiega fino in fondo, ma si possono avanzare alcune teorie.

La spiegazione più diffusa, avallata in una certa misura da alcune dichiarazioni degli sviluppatori stessi, è che Artemisia sappia che i SeeD sono destinati ad ucciderla, e tenti quindi di intervenire nel loro tempo per eliminarli prima che ne abbiano il tempo. Posta in questo modo, questa teoria presenta un’ovvia ed immensa falla logica: dato che i SeeD saranno in grado di raggiungere e uccidere Artemisia nel suo tempo unicamente perché lei tenta di operare la compressione temporale, non fare nulla risolverebbe semplicemente la questione. Tutto l’operato di Artemisia, in definitiva, diventa l’ovvia causa scatenante e consapevole della sua stessa morte.

Se si ragiona in termini meno rigidi, si può trovare una spiegazione più accettabile. Non sappiamo cosa sarebbe successo nel futuro se Artemisia non fosse tornata indietro nel tempo e non avesse compiuto alcune azioni specifiche; forse il suo presente di sovrana assoluta è, a sua volta, frutto di macchinazioni operate nel passato, che la avrebbero portata inevitabilmente ad incrociare la propria strada con degli ostacoli mortali. Questo aspetto della vicenda, in definitiva, rimane soggetto ad interpretazioni, e in assenza di maggiori informazioni fornite dal gioco stesso lo si può facilmente considerare una falla logica.

 

Continuità e obbligatorierà temporale

Final Fantasy VIII ellione

 

I vari viaggi nel tempo visti nel gioco meritano un piccolo ragionamento ulteriore. Nell’universo di Final Fantasy VIII è veramente possibile, in linea teorica, alterare il passato? La risposta sembrerebbe “no”. O, in ogni caso, si può concludere che negli eventi del gioco per come si sviluppano nessuna vera alterazione del flusso della storia avviene, a nessun punto.

 

Dato che tutte le vicissitudini di Squall e compagni sono conseguenza di ciò che loro stessi faranno più tardi nella loro vita (quando Edea ancora gestiva l’orfanotrofio, Squall adulto e Artemisia morente dopo la battaglia finale del gioco viaggiano per errore fino a quel momento, mettendo in moto gli eventi che porteranno a quello stesso risultato finale), quello che si viene a creare è una linea temporale circolare, in cui la breccia a ritroso nel continuum temporale è obbligata ad accadere per auto-giustificarsi. In altre parole, il presente, il passato ed il futuro sono strettamente interdipendenti, e possiamo quindi considerarli tutti “già accaduti”.

Ellione stessa, che a sua volta tenta per gran parte del gioco di alterare il passato di Laguna per evitare il proprio rapimento quando ancora era una bambina e non causare la disgregazione della propria famiglia, si rende conto alla fine che le sue azioni non hanno modificato gli eventi, ma al contrario li hanno resi possibili (donando occasionalmente a Laguna e compagni una forza, quella del juncioning dal futuro di Squall e dei SeeD, che ha permesso loro di compiere le azioni che hanno compiuto).

 

Per questa ragione, vorrei dissentire con un’interpretazione diffusa del gioco che guarda alla conclusione in chiave negativa, trattando tutta la vicenda come un “loop” che è in ogni caso destinato a ripetersi, e per questo in definitiva futile. Al contrario, proprio perché gli eventi sembrano già essere tutti scritti, i SeeD sono destinati a vincere su Artemisia, ad evitare la compressione temporale e ad uscirne vincitori su tutta la linea.

Il fatto che la sconfitta stessa di Artemisia abbia già messo in moto tutta la vicenda dal principio non significa che un “dopo” Artemisia, dal punto di vista dei SeeD, non esista. Quindi sì, la vicenda necessita di un piccolo intervento del proprio stesso finale per poter iniziare, ma ciò non toglie che il finale in quanto tale sia positivo.

 

Laguna e Squall

Final Fantasy VIII laguna squall

 

Anche se non viene mai detto esplicitamente, un gran numero di indizi suggerisce che Laguna sia il padre naturale di Squall, al punto che in molti lo considerano un fatto accertato e basta. Laguna non è, come invece qualcuno pensa, il vero padre di Rinoa, dato che il suo ultimo incontro con la madre di Rinoa precede di ben 5 anni la nascita della ragazza.

 

Sappiamo che a Winhill Laguna ha sposato Raine, e che prima di partire alla ricerca di Ellione sua moglie era incinta: poco dopo il parto, e con Laguna ancora lontano, Raine è morta, lasciando l’interrogativo su che fine abbia fatto il bambino. Gli abitanti di Winhill nel presente non fanno menzione di questo bambino come abitante del villaggio, e al contrario sembrano disprezzare Laguna e incolparlo indirettamente della morte di Raine, il che porta alla conclusione che loro figlio non sia semplicemente rimasto lì.

Dopo che Squall e Laguna si sono incontrati ad Esthar, alcune allusioni velate di Kiros e dello stesso Laguna suggeriscono un legame padre-figlio tra i due personaggi. Nell’Orfanotrofio di Edea Ellione aveva un legame particolarmente stretto con Squall, probabilmente sapendo che era figlio di suo “zio” Laguna. È anche evidente una notevole somiglianza fisica e somatica tra i due.

L’indizio più forte, ad ogni modo, lo si riceve nella Prigione Distretto-D, quando alcuni Mumba (le creature simili a piccoli leoni bipedi) si avvicinano a Squall, e iniziano a gridare il nome di Laguna. Se il giocatore visita il villaggio Shumi, da dove arrivano tutti i Mumba del mondo, si scoprirà che Laguna vi aveva soggiornato a lungo, e che tra le altre cose aveva insegnato ad alcuni Mumba a parlare. Il fatto che assaggiando il sangue di Squall (il metodo principale dei Mumba per riconoscere le persone) tutti quei Mumba pensino immediatamente a Laguna dimostra che i due hanno un legame molto stretto a livello genetico.

 

Seifer e il “Cavaliere della Strega”

Final Fantasy VIII Seifer

 

Seifer è probabilmente il personaggio meno compreso del gioco, con una backstory più espansa di quello che potrebbe sembrare, ma estremamente difficile da rimettere insieme.

 

In una delle sezioni in cui il giocatore controlla Laguna, il personaggio si trova sul set di un film come attore protagonista, dovendo interpretare un Cavaliere che deve proteggere una Strega buona da un drago. Qualcosa sul set va storto, e al posto del drago di scena (un costume indossato da Kiros) arriva per caso un vero drago; una volta capita la situazione, Laguna si trova costretto a difendersi come può, utilizzando il Gunblade che gli era stato dato per recitare la parte.

Tutta questa sequenza sembra apparentemente inutile ai fini della trama, ma in realtà se ne possono trarre un paio di spunti interessanti. Il primo è mostrare un qualche talento naturale di Laguna per l’uso del Gunblade, che si può supporre sia stato tramandato a suo figlio Squall. Volendo, ci si può anche leggere una intelligente anticipazione simbolica della situazione di Squall e Rinoa, che a questo punto della storia il giocatore non sa ancora essere una Strega.

 

Infine, si può notare che Laguna impugna il Gunblade in un modo molto particolare, esattamente lo stesso di Seifer. Quest’ultimo fatto da solo difficilmente dimostra qualcosa, ma nel libro “Final Fantasy VIII Ultimania” (pubblicato in Giappone nel 1999) la questione viene approfondita, fornendo un paio di ulteriori indizi fondamentali a ricostruire il puzzle. Nel libro è spiegato che, all’epoca in cui i SeeD erano bambini, uscì un famoso film su di una Strega e il suo Cavaliere, e divenne subito il film preferito di Seifer.

Facendo due più due si capisce che quel film è proprio quello interpretato da Laguna, e da cui Seifer ha tratto il proprio stile di combattimento. Questo significa anche che Seifer aveva già nella testa l’idea del “Cavaliere della Strega” ben prima di re-incontrare Edea, e che quindi Artemisia, piuttosto che operargli un lavaggio del cervello totale, abbia semplicemente approfittato delle sue fantasie infantili per assoggettarlo al proprio volere.

 

Squall è morto?

Final Fantasy VIII finale

 

Complice probabilmente il suo montaggio molto eclettico, vago e un po’ sinistro, il filmato finale di Final Fantasy VIII ha generato alcune teorie nella fanbase su possibili significati nascosti e reinterpretazioni totali della storia.

La più famosa è che in realtà Squall sia morto durante il tentativo di assassinio di Edea a Deling City, e che tutto il resto del gioco sia solo una sua fantasia pre-morte. A supporto di questa teoria ci sono solo alcuni indizi circostanziali, pesantemente reinterpretati senza nessuna base e perfettamente spiegabili anche in altro modo, e un fotogramma inquietante divenuto celebre… preso da una cinematica tutta piuttosto strampalata, accanto ad altre decine di immagini simili ma perfettamente spiegabili nel contesto degli eventi. Quindi, non mi sembra il caso di darci particolare credito.

 

Quello che effettivamente succede nel filmato finale è discutibile, soprattutto riguardo Squall e Rinoa. Una volta sconfitta Artemisia, i SeeD dovrebbero ritornare nel proprio tempo pensando intensamente ai propri amici. Squall tenta di concentrarsi su Rinoa, ma per qualche ragione non ci riesce, vedendola nella sua mente con il volto sfocato e i confini imprecisi. Squall finisce quindi in una sorta di limbo, da cui non vede via d’uscita.

A salvarlo sembra essere proprio Rinoa, ma non è chiaro in che termini questo avvenga. La spiegazione più immediata è che la ragazza, non trovandolo nel tempo giusto, riesca a sfruttare gli ultimi momenti della compressione temporale per individuarlo e raggiungerlo. È anche possibile che Rinoa, per fare questo, si avvalga dei propri poteri di Strega, sostanzialmente latenti e mai veramente approfonditi nel corso del gioco.

 

Comunque, il filmato finale mi sembra semplicemente costruito in modo da non rivelare al giocatore fino all’ultimo momento se Squall ce l’ha fatta oppure no, tenendolo abilmente nascosto finché tutti gli altri personaggi non sono già comparsi. Superata la parte della compressione temporale, la cinematica finale del gioco mostra semplicemente il lieto fine della vicenda, chiudendo come ci si aspetterebbe il cerchio per tutti i personaggi, Squall e Rinoa inclusi.

 

Rinoa e Artemisia sono la stessa persona?

Final Fantasy VIII Rinoa Artemisia

 

Di tutte le grandi teorie revisioniste dei fan, questa è probabilmente quella fondata su più elementi e più convincenti. Stando a questa ricostruzione, in realtà Artemisia altri non sarebbe che Rinoa nel futuro, lentamente consumata e mutata dai propri poteri di Strega in seguito alla morte di Squall e dei propri amici, in anni successivi alla conclusione del gioco.

 

Rinoa e Artemisia presentano una indiscutibile somiglianza facciale e somatica davvero impressionante, come si può facilmente notare da alcune sequenze della cinematica finale. Rinoa e Artemisia sono anche le uniche due Streghe mostrate con delle ali – bianche quelle di Rinoa e nere quelle di Artemisia, ma per il resto non troppo diverse.

Un punto a favore molto spesso sollevato è il G.F. che si affronta durante la battaglia con Artemisia, Griever. Come scopriamo circa a metà partita, Griever è il nome che Squall ha dato all’animale raffigurato sul proprio anello e su alcuni altri suoi accessori; quell’anello viene poi donato a Rinoa. Stando all’interpretazione canonica del gioco, Griever viene evocato da Artemisia estraendolo direttamente dalla mente di Squall, per mettergli davanti un avversario che rappresenti l’apice di tutte le virtù idealizzate dal ragazzo, e conseguentemente apparentemente irraggiungibile. Basandoci su questa teoria, Artemisia sarebbe invece in grado di invocare Griever perché lei stessa strettamente legata a ciò che rappresenta (Squall), al punto da fondersi fisicamente ad esso nella successiva fase dello scontro.

Ci sono anche molte altre piccole allusioni, o comunque fatti percepibili come tali. Tutta la sequenza di Squall e Rinoa nella cabina di pilotaggio della Lagunarock è piena di rimandi tematici ad Artemisia: Rinoa insiste sul fatto che vorrebbe che “il tempo si fermasse”, che Squall fosse il suo cavaliere, e che se dovesse trasformarsi in mostro lui dovrebbe ucciderla. Il castello di Artemisia nel futuro si trova proprio di fronte all’Orfanotrofio di Edea, il luogo dove Rinoa e Squall avevano concordato di trovarsi se si fossero mai separati. Persino le ultime frasi di Artemisia durante la battaglia conclusiva possono essere interpretate come un ultimo lucido rimpianto per una gioventù felice da tempo finita – non quella di Squall, ma la propria, di quando ancora era Rinoa e aveva Squall al suo fianco.

 

A questo punto bisognerebbe drasticamente reinterpretare anche il punto di vista di Artemisia sull’intera vicenda. La compressione temporale potrebbe quindi rappresentare un piano della Artemisia futura per instradare gli eventi – incluso, se necessaria, la sua stessa morte nel lontano futuro – per far sì che Rinoa sia spinta lungo il sentiero che la condurrà alla fine di tutto tramutarsi in Artemisia. Il perché lo faccia è soggetto a interpretazione: se si è pessimisti, per farle assorbire i poteri di Adele e rendersi forte quanto è nel futuro; se si è ottimisti, per farle conoscere Squall e spingere i due a restare insieme il più a lungo possibile, garantendosi probabilmente in periodo più felice della propria vita.

Tutto questo sarebbe, teoricamente, calzante con la multi-temporalità statica che ho già descritto, in cui un evento passato e uno futuro sono mutualmente dipendenti l’uno dall’altro, e l’intero sistema è accettabile fintanto che la storia non viene alterata. In definitiva, questo spiega la necessità per Artemisia di compiere un viaggio nel tempo molto meglio di tutte le spiegazioni “ufficiali”, senza più lasciare virtualmente nessun vuoto logico su larga scala.

 

Anche se su internet trovo informazioni contrastanti in merito, sembra che Square Enix abbia smentito in via ufficiale questa teoria; in ogni caso, non penso che il gioco presenti elementi sufficienti per accettarla semplicemente come una spiegazione probabile, vista la grande quantità di mezze forzature e falle riempite un po’ troppo a forza.

L’estrema somiglianza fisica e di design tra i due personaggi, aggiunta ad alcuni piccoli tocchi in qua e là nel corso del gioco, mi fa comunque immaginare che ad un qualche punto dello sviluppo l’idea sia stata come minimo accarezzata e un tema sia stato costruito su questa assunzione, sopravvivendo nel prodotto finale.

 

Final Fantasy VIII Rinoa

Lorenzo Forini
Sono nato a Bologna nel 1993, videogioco da sempre, e da sempre mi ha affascinato l'idea di andare oltre al solo giocare, di cercare di capire cosa c'è nascosto in ogni titolo dietro al sipario più immediato da cogliere. Se i videogiochi sono una forma d'arte, forse è il caso di iniziare a studiarli davvero come tali.