Una voce echeggia nel silenzio che si genera dopo una serie di spari… “L’hai beccato”! No, non è una domanda è un’affermazione. La testimonianza di un uomo che osserva ciò che i compagni svolgono in azione, perché il frutto del loro operato è il raggiungimento degli obiettivi di tutto il gruppo. Questo è il mondo dell’unità Tier 1;  soldati Statunitensi selezionati che hanno come arma migliore la forza della cooperazione. Il numero esatto di quanti siano non è mai stato reso pubblico, l’unica certezza è che questi soldati vengono impiegati per operazioni di estrema difficoltà: azioni speciali. Sono tra i più precisi e addestrati guerrieri del mondo ed è per questo che vengono affidate loro solo le missioni più pericolose. I ragazzi di Danger Close fanno ancora affidamento su questa unità speciale; questa volta facendoli uscire dall’Afghanistan per combattere il terrorismo su vasta scala, al fine di impedire la minaccia globale del PETN.

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Medal of honor valica così i confini Afghani per spingersi nel cuore del conflitto globale e sconfiggere i fautori del terrore. In questa guerra moderna impersoneremo soldati “realistici” in missioni riconducibili a eventi terroristici realmente accaduti. Il gioco ispirato a minacce reali offre dal lato della giocabilità un’ esperienza aggressiva e dura, dall’altro un impianto narrativo innovativo “soft” per la serie; in quanto esce dal campo di battaglia per mettere in luce e rivelare l’aspetto tormentoso di quest’ultima attraverso gli occhi delle donne. La sofferta guerra personale delle mogli di questi militari, che vivono con la costante speranza di riavere tra le mura domestiche i loro mariti sani e salvi per poter ricompattare definitivamente la famiglia. Quest’atteggiamento assunto dagli sviluppatori consente a chi impersona l’autore delle missioni eroiche di vivere  in un certo senso l’azione come si svolgerebbe nella realtà. Permette al videogiocatore di vivere a pieno quella sensazione realistica degli avvenimenti che accadono; trasportandolo così da un contesto bellicoso a un contesto pacifico rappresentato dal nucleo familiare. Realismo evidenziato dalla possibilità di non tornare mai a casa e morire in terre avverse e sconosciute. Il comparto narrativo è sicuramente una delle nuove armi sfoderate da Danger Close e consente a chi gioca di vivere l’esperienza video-ludica della guerra con maggiore incisività; diventa a tal proposito necessario sostenere gli obiettivi di guerra per vincere, eliminare i terroristi dal pianeta, ma anche per tornare a casa da qualcuno che lotta tutti i giorni con la speranza di rivederti vivo. Lotteremo così anche per salvare il nostro matrimonio e la famiglia. Due lotte che per quanto dure dovremo provare a superare. Una guerra che coinvolge tutta la famiglia e un personaggio con due vite che si scontrano.

Medal of Honor warfigter in termini di “realismo” fa fuoco su tutti i fronti. E’ l’unico gioco che mostra ai giocatori una concezione reale di alcuni eventi mondiali e consente loro di vivere un’azione estremamente simile a come si svolgerebbe nella realtà.

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Trama

La trama vede un gruppo di operatori delle forze speciali americane Tier 1 in conflitto con delle cellule terroristiche mediorientali da inseguire in ogni parte del mondo, prima che essi compiano i terribili piani estremisti contro obiettivi occidentali. MOH Warfighter narra della storia dell’operatore “Preacher”, già protagonista del precedente Medal of Honor e delle vicende legate al suo ritorno a casa, legate alla crisi che la sua famiglia sta attraversando dovuta a tutti gli anni di separazione a causa dei suoi continui compiti di guerra. Intorno alla guerra e al conflitto interiore che il personaggio vive si strutturano una serie di avvenimenti che rendono l’avventura significativa e reale.

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Giocabilità

Se in Medal of Honor 2010 l’azione si svolgeva unicamente in Afghanistan, Warfighter si affaccia in più zone dando uno sguardo più globale del problema terroristico. Per quanto concerne la campagna in singolo, il gioco ci consente in modo lineare e ben strutturato di affrontare situazioni complesse ben equipaggiati e potendo contare di un intelligenza artificiale “amica” ben strutturata, che fa il suo dovere nelle situazioni in cui vi è necessità di supporto. Il gameplay alterna adeguatamente circostanze in cui ci ritroveremo ad essere “cacciatori” e altre in cui saremo “prede”, a testimoniare come siano equilibrate le dinamiche di gioco. Il fatto di non sentirsi onnipotenti e di avere a che fare con un nemico acerrimo evidenzia più chiaramente quel senso di realtà che il team di Danger Close ci ha voluto trasmettere durante le diverse fasi di gioco. Fasi di gioco differenti,  poiché realizzate in contesti differenti, dove imperversa sempre un’azione frenetica. I nemici sono molto agguerriti e numerosi e non ci lasceranno mai un “lasciapassare”, sono ben armati e mai sprovveduti. In contrapposizione a quanto fa il nostro team di guerra però si lasciano guidare più da un’azione autonoma e indipendente; che dal lavoro di squadra. Ostinati e combattivi questi personaggi dal “volto oscurato” ci costringeranno ad acquattarci e a rifugiarci dietro delle sporgenze, a volte anche a ripiegare. Possiedono una discreta mira e i nostri movimenti in sinergia con quelli del “fuoco amico” sono spesso l’unica via di fuga dalla morte. L’unica perplessità sul comportamento ostile di questi avversari riguarda l’utilizzo del lancio delle bombe a mano; sembra storpiare tutti quei comportamenti reali ben distribuiti da Danger Close all’interno del gameplay. Le bombe a mano lanciate dai nemici sono veramente troppe…questa pioggia di bombe a mano risulta essere effettivamente frustrante e fuori luogo; viste le tante accortezze espresse è un peccato! Va bene far comprendere al videogiocatore che si sta combattendo contro un nemico ostile e agguerrito, ma confusionario; che a differenza nostra non utilizza tattiche di guerra ben strutturate e lascia parecchio al caso… ma casualità vuole che ogni volta ci si ritrova accerchiati da una quantità elevata di bombe più che da nemici con cui spararsi. Tale dinamica lascia l’amaro in bocca e risulta essere un avvenimento di guerra scarsamente credibile in quell’impianto di “realismo” volutamente creato dagli sviluppatori.

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Durante la caccia ai terroristi sia in situazioni offensive che di ripiego sfrutteremo alcuni mezzi di trasporto. La guida dei mezzi risulta essere fedele alla realtà.

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Multigiocatore

Alla modalità Single Player, Medal of Honor affianca un Multiplayer competitivo; ben rodato dal passato e che introduce delle novità interessanti.

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Per quale compagine combatterai?

I giocatori potranno scegliere a quale squadra operativa affiliarsi. Ve ne sono 12 selezionabili delle seguenti nazionalità.

  • Navy Seal – Usa
  • Sfod-d – Usa
  • Oga – Usa
  • Grom – Polacca
  • Sas – Regno Unito
  • Jtf-2 – Canadese
  • Fsk-Hjk – Norvegese
  • Sog – Svedese
  • Sasr – Australiana
  • Ksk – Tedesca
  • Udt – Coreana
  • Gruppa Alfa – Russa

Peccato non vi siano le squadre speciali italiane, comunque la scelta come citato è ampia.

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Ogni compagine è suddivisa in 6 classi diverse:

  • Cecchino
  • Assaltatore
  • Artigliere
  • Incursore
  • Demolitore
  • Commando

Così i migliori combattenti del mondo si affronteranno in un faccia a faccia online e i giocatori potranno impersonare le forze speciali del proprio paese e non; su un campo di battaglia multigiocatore che offre equipaggiamenti e conflitti a fuoco estremamente realistici, in ambientazioni validissime.

Le modalità offerte sono le seguenti:

  • Deathmatch a squadre
  • Controllo
  • Cattura la bandiera
  • Missione di combattimento
  • Punti caldi

Modalità già vissute e viste precedentemente, ma coinvolgenti sia per le azioni di gioco frenetiche e cariche di adrenalina; che  per la possibilità progredendo nel gioco attraverso il superamento dei livelli di esperienza, di acquisire modifiche alle armi sviluppando componentistica e natura della mimetica. Se si aggiunge che il tutto si svolge in ambientazioni degne di spessore grafico, è possibile affermare che è un’esperienza meritevole di essere giocata.

Grafica

Il motore grafico Frostbite 2 regala attualmente la migliore esperienza di gioco legata al realismo che al momento si possa trovare sul mercato; una prova di quanto questo motore grafico fosse efficiente già l’avevamo vissuta in battlefield 3.

Il Frostbite 2 offre caratteristiche di gioco avanzate. I movimenti dei soldati sono riprodotti in modo estremamente realistico. Le ambientazioni e tutti gli elementi dei paesaggi circostanti arricchiranno l’esperienza di gioco. L’illuminazione e tutto ciò che concerne i giochi di luce e ombra sono riprodotti ad opera d’arte; un esempio della bellezza grafica e dell’incredibile tecnologia del gioco è rappresentata nella missione della città Isabela colpita da un alluvione nelle Filippine. La distruttibilità degli scenari intesa in Medal of Honor come mini-distruzione ha raggiunto ottimi livelli, infatti i colpi di fuoco e le esplosioni genereranno sempre dei detriti provenienti dagli elementi dell’ambiente circostante. I frammenti legati alle esplosioni sono ben riprodotti.

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Longevità

Il titolo possiede una campagna in single player non particolarmente longeva, su questo concetto di brevità gli sviluppatori persistono come nel precedente lavoro del 2010. D’altra parte possiede una modalià multigiocatore ampia e duratura. Tale costanza  ci fa riflettere sulla possibilità che sia una scelta voluta per spostare il videogiocatore sul campo di battaglia online e non trattenerlo troppo offline.

Audio

Comparto audio eccelso. I tempi del parlato sono ottimali. Gli effetti sonori legati alle situazioni ambientali, al rumore di qualunque mezzo di trasporto, ai colpi provenienti dalle armi, alle esplosioni delle bombe; valorizzano l’esperienza video-ludica rendendola energica e abbellendola alimentandone la tensione.

La colonna sonora del famoso gruppo Linkin Park è accattivante!

Il commento di Doktor Alibi

Nonostante la campagna in single player non possieda un gameplay innovativo, niente è più autentico di medal of honor warfighter. Un titolo che fa del realismo la sua punta di diamante. Un prodotto dalle buone potenzialità, ma che allo stesso tempo possiede tante idee inespresse. Potremmo dire metaforicamente "E' intelligente, ma non si applica". Applicare qualche novità all'interno del gameplay avrebbe conferito quel valore aggiunto a un titolo che sfodera una grafica da "combattimento".

Comunque, le buone caratteristiche viste in questo titolo lasciano ben sperare per il futuro.

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GAMEPLAY
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COINVOLGIMENTO
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LONGEVITÀ
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SONORO
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BONUS
Né bonus né malus
0 MEDIA + 0 BONUS = 0 TOTALE

Grafica sbalorditiva.

Impianto narrativo innovativo.

Audio e parlato eccelsi.

Comparto multiplayer valorizzato e adrenalinico.

Concetto di realismo ben sviluppato.

La pioggia di granate lanciate dai nemici danneggia il concetto di realismo improntato dagli sviluppatori.

Campagna in single player poco longeva.

La figlia dell'operatore Preacher è inguardabile! Meglio metterla in un survival horror.

Idee legate al gameplay non  sviluppate pienamente;  producono tante potenzialità inespresse.

Si adagia sul risultato del predecessore.

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