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SEVERED (Wii U) - Recensione

SEVERED: una nuova avventura.

I mesi che ci separano da NX sono ancora lunghi, e i titoli first party sembrano al momento latitare. Proprio in questo contesto si installa la pubblicazione di SEVERED, titolo indie sviluppato da DrinkBox Studios.

SEVERED in particolare esce su Wii U come ultimo di una serie di titoli indie pubblicati con la frequenza di uno alla settimana. Si tratta di titoli “d’alto profilo” del livello del lodatissimo Axiom Verge e di Jotun. Le aspettative nell’approcciarci a questo titolo sono state non proprio basse.

Siamo stati ripagati? Vediamolo insieme.

Mutilata.

L’inizio della nostra avventura è piuttosto macabro, e segna l’atmosfera che ci aspetterà nelle ore di gioco successive. Dopo alcuni passi all’interno della nostra casa semi-distrutta, abbiamo la possibilità di vederci allo specchio. Un improvviso flashback ci riporta alla realtà dei fatti. Qualcuno ha rapito la nostra famiglia e non si è fermato lì. Qualcosa non va… e capiamo presto, grazie allo specchio, che la giovane protagonista, di nome Sasha, è stata mutilata ad un braccio. Ma non c’è tempo per lamentarsi: bisogna salvare la nostra famiglia!

Queste sono le premesse per l’inizio della nostra storia. Potrebbe non sembrare molto, soprattutto considerato che la quantità di testo che incontrerete in tutta l’avventura è risicato (con buona pace per i costi di traduzione). Quello che stupisce invece è l’atmosfera che SEVERED sa creare: con pochi elementi a dipingere un contesto narrativo, sarete comunque avvinti nelle vicissitudini di Sasha. Non aspettatevi una trama rose e fiori. Gli elementi dark vengono portati avanti fino alla fine e contribuiscono a dare un taglio molto maturo al tutto.

Una nuova guerriera ha bisogno di una nuova arma.

Aggiungi una lama a tavola, che c’è un nemico in più.

Il gameplay di SEVERED è qualcosa di già visto, ma di così poco presente nel mercato da risultare comunque fresco, se non proprio originale. Se avete mai giocato a Dragon Quest Swords avrete un’idea del tipo di azioni che il gioco vi richiede (nonostante non abbiate nessun WiiMote, stavolta). Quello che vi aspetta è una sapiente alternanza di combattimenti ed esplorazione con tanto di basilari enigmi.

In SEVERED i combattimenti, rigorosamente in prima persona, vi vedono impugnare una lama e menare fendenti al fine di sconfiggere ondate di mostri. La frenetica interazione avviene con lo chermo del GamePad e con lo stilo. Si tratta di una scelta che premia molto l’utilizzo della periferica Nintendo, per il motivo che ora vi spieghiamo.

Ce la faremo a salvarlo?

TV o GamePad?

Potrete decidere come impostare il gioco, ma vi consigliamo di utilizzare sia il GamePad che la TV. Se vorrete dare un’occhiata alla mappa o esplorare sarà infatti più agevole farlo sul grande schermo, mentre l’azione dei combattimenti richiede necessariamente lo stilo e l’utilizzo del paddone. Inoltre per una questione puramente legata al non sforzare gli occhi è molto meglio staccare lo sguardo dal GamePad ogni tanto. In questo senso, usare la doppia modalità torna certamente comodo.

I nemici, visibili a distanza come fiammelle, si riveleranno una volta raggiunti e vi circonderanno. Non avete modo di evitarli, dato che stanno sul vostro percorso. Nei primi scenari che affronterete potrete decidere in maniera molto libera come procedere nello scontro. Affrontare un nemico piuttosto che un altro sarà solo una questione di rivolgervi verso il nemico che starà per attaccarvi. Vi assicuriamo invece che avanzando nell’avventura (e con l’introduzione degli incantesimi) una buona e rapida pianificazione sarà indispensabile per non essere sopraffatti in pochi secondi. La strategia ideale si rivela dunque nel dedicarvi di volta in volta alla minaccia più immediata.

Le due sfere in basso indicano la presenza di due nemici nell’ambiente di gioco.

Chi di spada ferisce…

Un’introduzione interessante è quella della mutilazione: se riuscirete a riempire una certa barra, il “focus”, al termine di un combattimento si innescherà un rapido conto alla rovescia durante il quale potrete mutilare alcune parti dei mostri che avete sconfitto. L’effetto in realtà è molto meno splatter di quanto potrebbe sembrare da queste parole. Le parti mutilate servono poi a migliorare i poteri della protagonista: potrete infliggere più danno, aumentare la difesa, rigenerare più velocemente il mana e così via. Il focus si riempie portando a segno i colpi, perciò se sarete precisi verrete immediatamente ricompensati.

Gli ambienti in cui vi muoverete sono ben diversificati e caratterizzati. Foreste, palazzi fortificati e torri sono tutti ben collegati da scorciatoie e percorsi segreti, sbloccabili con il progredire dell’avventura. La direzione artistica non fa veramente invidia a titoli d’alto profilo usciti negli ultimi anni. Gli ambienti sono belli da vedere, colorati e… in rovina, come la trama vuole. Gli sviluppatori inoltre non si sono risparmiati, inserendo effetti di luce specchiati, ad esempio, in una caverna composta da minerali. Si tratta di piccoli ma sapienti tocchi.

Un passo dopo l’altro.

Muoversi negli ambienti di gioco è a primo impatto molto particolare. L’esplorazione infatti non procede in maniera fluida come vi aspettereste. Il mondo di gioco è concepito a corridoi, formati a loro volta da numerose stazioni, come in un grande gioco dell’oca (pensate ad esempio ai dungeon di Etrian Odyssey, ma senza gli spazi aperti). Il passaggio di stazione in stazione è rapido ma segnato da un rapido cambio scena. Per capirci, è come se sbatteste gli occhi per un secondo. Si tratta di una scelta peculiare che caratterizza ancor più un già accattivante videogame.

Non si può certo dire che SEVERED sia un capolavoro nel versante grafico. Quello in cui riesce però è nel ricreare un mondo 3D utilizzando modelli prettamente bidimensionali, tramite un sapiente uso della prospettiva e delle ombreggiature. Inoltre, l’atmosfera e lo stile non fanno difetto e colmano ampiamente le “lacune” grafiche. Lo stile strizza un occhio al coloratissimo Guacamelee!, titolo dello stesso sviluppatore uscito nel 2013. L’influenza si nota chiaramente sia negli ambienti che nella palette di colori utilizzati.

Una inquietante compagnia che vi seguirà, da lontano, nelle vostre avventure.