Come una dissociazione politica si è evoluta in una catastrofe epocale di comunicazione con l'utenza

Yooka-Laylee volo

Probabilmente avete visto su diversi giornali videoludici, incluse molte testate italiane, riportata rapidamente la notizia che Playtonic, lo sviluppatore di Yooka-Laylee, ha deciso di eliminare dal gioco un cameo di doppiaggio realizzato dallo youtuber JonTron per dei suoi commenti considerati razzisti o come minimo inopportuni.

Dato però che diverse altre cose (praticamente mai riportate) sono successe, e che attorno a questo avvenimento l’utenza sta scatenando un colossale putiferio, non credo che una brevina dal tono altezzoso renda dignitosamente merito alla vicenda. Quindi mi sembra giusto, come minimo, presentarvi un quadro completo e ordinato degli eventi.

 

Passo 1: JonTron doppia Yooka-Laylee

Per chi non lo sapesse, JonTron è un youtuber principalmente videoludico parecchio visto e famoso.

Visto che di questi tempi il solo termine “youtuber” fa drizzare (e non del tutto a caso) le antenne a molta gente, ci tengo a spendermi personalmente per spezzare una lancia a suo favore, precisando subito che non siete di fronte a un cazzaro qualsiasi diventato improvvisamente famoso tra un pubblico di bambini a suon di letsplay, react videos e paroloni a sproposito. Jonathan “JonTron” Jafari è su youtube dal 2010, è stato e probabilmente è all’oggi uno dei migliori recensori-comici figli del modello inventato da James Rolfe con l’Angry Video Game Nerd, e in termini di scrittura comica, recitazione e produzione video sa il fatto suo.

 

Ma questo, i fin dei conti, è ininfluente. Sta di fatto che Playtonic aveva deciso di invitare JonTron, notoriamente un grande fan di Banjoo-Kazooie e dei vecchi titoli di Rare, a prestare la propria voce ad un personaggio minore di Yooka-Laylee, e lui aveva accettato.

 

Passo 2: il dibattito tra JonTron e Destiny

Circa due settimane fa, JonTron ha deciso di prendere parte ad un dibattito online su temi politici con lo streamer Destiny. Il video è attualmente pubblico e visibile qui sotto, per chi avesse due ore libere e volesse ascoltarselo tutto.

 

Destiny è di idee politiche tendenti a sinistra, mentre Jon a destra. Con l’incalzare del dibattito, e parlando chiaramente tutti e due a ruota libera e un po’ per sentito dire, piuttosto che portando argomenti ben preparati e ricercati fin nei minimi dettagli, entrambi hanno fatto diverse affermazioni che altre persone hanno successivamente contestato o dimostrato basate su false premesse.

 

Dato che alcuni “giornali” non avevano perso l’occasione per prendere alcune delle cose dette da JonTron, rivoltarle, ingigantirle e porle fuori contesto (Wall Street Journal docet), in modo da poterlo sbattere in calce ad articoli infiammatori dove veniva additato come un palese razzista e suprematista bianco (affermazione alquanto curiosa, visto che tra l’altro JonTron è figlio di un immigrato iraniano), Jon aveva anche pubblicato un video in cui si scusava se aveva detto delle castronerie nella foga del momento, precisava di non condividere assolutamente tutte le cose scritte sul suo conto e invitava tutti a non esasperare ulteriormente il clima di discussione politica.

 

Passo 3: NeoGAF e la mossa di Playtonic

Ed è a questo punto che qualcuno su NeoGAF, parlando di alcuni tweet degli sviluppatori di Playtonic (accusati di non voler prendere una posizione politica chiara in merito ad altri eventi recenti), ha fatto il collegamento tra JonTron e il gioco, si è indignato per la presenza di un palese “suprematista bianco” nel cast, e ha iniziato a scrivere privatamente ad alcuni membri di Playtonic facendo loro pressione per dissociarsi pubblicamente da JonTron.

 

Ed è esattamente quello che Playtonic ha fatto: la compagnia ha annunciato di volersi dissociare pubblicamente da JonTron in luce di alcune sue recenti affermazioni, e di avere deciso di rimuovere la sua voce da Yooka-Laylee. Tutto questo avverrà attraverso una patch, probabilmente al day one.

 

Piccola pausa di riflessione

Questo mi sembra il momento perfetto per fermarci un attimo e ragionare sulla situazione fino a questo momento.

La cosa fondamentale da chiarire è che Playtonic ha tutto il diritto di prendere questa decisione. Se una compagnia intende lanciare un messaggio politico attraverso una scelta commerciale, niente o nessuno può o dovrebbe impedirle di farlo.

Persino lo stesso JonTron, molto sportivamente e per aiutare a sgonfiare la situazione, ha scritto un Tweet dicendosi dispiaciuto della scelta, ma di capirla e di augurare a Yooka-Laylee il miglior lancio possibile.

 

Resta indiscutibile che questa sia una scelta sì leggittima, ma a tutti gli effetti politica. E parte dell’utenza ha reagito di conseguenza, altrettanto legittimamente, dissociandosi da Playtonic a sua volta su basi politiche, e chiedendo un rimborso per il pre-ordine di Yooka-Laylee in seguito a questa svolta.

Ed è qui che inizia il vero disastro, sotto ogni punto di vista.

 

Passo 4: la risposta di Playtonic ai giocatori

Per più di due giorni, svariate persone che tiravano in ballo l’argomento sui forum di Steam, oppure chiedevano anche pacatamente come annullare il pre-ordine e avere un rimborso, sono state poco cerimoniosamente bannate. I moderatori, in altre parole, hanno fatto di tutto per mettere a tacere la discussione nel peggiore dei modi.

La posizione della compagnia è stato chiarita definitivamente sul forum ufficiale del gioco, dove un moderatore ha pubblicato quanto segue in risposta ad una richiesta di rimborso di Yooka-Laylee:

Playtonic non deve rimborsarti. Non c’è nessuna legge o obbligo che le imponga di farlo.

Puoi provare ad utilizzare il sistema di messaggi per i backer su Kickstarter per discutere un rimborso. Playtonic, per propria volontà, ha deciso di rimborsare i backer che avevano scelto la non più disponibile versione Wii U attraverso quello strumento. Ad ogni modo, non c’è nessuna garanzia che tu venga rimborsato in questa situazione (e io non credo che ti sia dovuto).

Spero questo ti abbia aiutato.

Ora chiuderò questo thread.

 

La cosa ha ovviamente fatto imbestialire moltissimi utenti, e secondo me a ragione. Se la compagnia è disposta a lanciare un messaggio politico forte, con che faccia può poi pretendere i soldi di tutti quelli che si schierano contro di lei (e sono quindi, a suo dire, d’accordo con il “razzista suprematista bianco”)?

In altre parole, Playtonic non vuole avere nulla a che fare con certe persone, ma dei soldi di quelle stesse persone non vuole in nessun caso fare a meno? Sembra un atteggiamento piuttosto ipocrita.

 

Come se tutto questo non bastasse, a buttare benzina sul fuoco ci ha pensato uno dei moderatori di Yooka-Laylee sui forum di Steam (dipendente di Team17, il publisher del gioco), che su Twitter si è lanciato in esternazioni incredibilmente infelici riguardo le persone in disaccordo con la compagnia.

Cit: un mentecatto con i capelli da anime e se stesso in versione cartone animato nel banner

 

Ma non temete, perché in lizza abbiamo anche una seconda notevole volpe: tale Chris Schilling, collaboratore di testate come Edge ed Eurogamer (almeno così lui sostiente), che ha molto serenamente e gratuitamente dato degli idioti a tutti quelli che stanno chiedendo un rimborso.

Lui ovviamente non risponde di quello che dice direttamente a Playtonic, ma mi sembrava giusto menzionarlo in quanto degno outsider in questo disastro di comunicazione.

 

L’ultimo, incomprensibile atto di harakiri di Playtonic è stato pubblicare ieri mattina questo post sul proprio account Twitter ufficiale:

 

Per chi non l’avesse capita, “corplet drone” suona molto simile a “corporate drone” (sostanzialmente “servo dei poteri forti”), e il rimarcare proprio il suo non avere frasi nel gioco autorizza chi vuole pensare male che si stia facendo un riferimento voluto a JonTron e a tutti quelli che lo stanno sostenendo in questo frangente, sostanzialmente dicendo loro “siete degli imbecilli schiavi del sistema, e nel nostro gioco ci entrate solo dopo che vi abbiamo tappato la bocca”.

Chi vuole pensare bene, dal canto suo, può iniziare a sbattere la testa sul muro per i prossimi quindici anni, di fronte alla maestosa idiozia di chi non si è accorto di cosa stava scrivendo in quale particolare momento.

 

Passo 6: la risposta dei giocatori a Playtonic

A tutto questo l’utenza ha, ovviamente, risposto. E non con fiori e scatole di cioccolatini.

 

Se inizialmente la vicenda era relativamente contenuta, nel corso di soli due giorni e mezzo le cose sono esplose al punto che i forum di Steam del gioco vedono tuttora un ininterrotto flusso di thread e commenti di ogni genere, dai battibecchi tra pro e anti-Playtonic, alle continue richieste di rimborso, a chi non perde occasione per trollare o fare ironia sulla situazione.

A occhi e croce, la maggior parte della gente sembra infuriata con Playtonic per avere attirato l’ombra della politica su Yooka-Laylee a pochi giorni dall’uscita. Ed è assolutamente vero. Playtonic ha lanciato il sasso, ha nascosto la mano, e quanto tutti si sono sporti per vedere dove fosse finita ha tirato loro un poderoso manrovescio con la sinistra – per buona misura.

 

Nel frattempo, è anche saltato fuori che gli utenti potrebbero effettivamente avere una qualche base solida per richiedere un rimborso a Kickstarter. Playtonic affermava che la partecipazione di JonTron non era neppure prevista ai tempi della raccolta fondi, e che quindi la sua eliminazione non può essere considerata una promessa non mantenuta nei confronti dei backer. Peccato che non sia così, dato che JonTron era stato contattato, pubblicamente, mesi prima che la campagna Kickstarter fosse anche solo lanciata.

 

Passo 7: la situazione attuale

Arrivati a questo punto Playtonic ha evidentemente capito di avere sbagliato tutto, e da diverse ore sembra avere fatto una almeno parziale marcia indietro.

Qualcuno con del sale in zucca da qualche parte nella catena di comando deve essersi reso conto della portata dei danni d’immagine accumulati, ha dato una strigliata al team di PR e ha avviato una molto tardiva politica di damage control. Adesso i ban e le censure di massa sui forum sono cessate, e chi chiede un rimborso viene almeno rimandato ad una sezione apposita, anziché fatto fuori.

 

Come tutto questo andrà a finire, comunque, per ora è difficile da dire. Trattandosi di un titolo veramente “indie”, noto soprattutto tra i videogiocatori molto attivi su internet, il caos in corso sta decisamente interessando il maggior bacino di utenza del gioco, e non è impossibile che un anche solo parziale boicottaggio incida seriamente sulle vendite al lancio di Yooka-Laylee. Soprattutto dopo tutta la fatica che Playtonic ci ha messo per scavarsi da sola una fossa così bella comoda.

 

Beh, ora almeno sapete di cosa si sta effettivamente parlando. Alla prossima.

Lorenzo Forini
Sono nato a Bologna nel 1993, videogioco da sempre, e da sempre mi ha affascinato l'idea di andare oltre al solo giocare, di cercare di capire cosa c'è nascosto in ogni titolo dietro al sipario più immediato da cogliere. Se i videogiochi sono una forma d'arte, forse è il caso di iniziare a studiarli davvero come tali.