Il mercato videoludico, fin dalle sue origini, ha conosciuto alti e bassi. In tempi di crisi come questi, non stupisce quindi che un settore che a tutti gli effetti (costa ammetterlo) costituisce un semplice passatempo abbia conosciuto una non leggerissima battuta d’arresto.
I dati parlano chiaro: nel solo maggio 2011 il comparto elettronico ha fatto registrare un calo del fatturato del 14% rispetto all’anno precedente, ed essendo dati rilevati all’indomani dell’E3 danno molto da pensare. Le cifre di quest’anno non sono certo più rosee, tanto che ne hanno risentito le azioni delle principali software house.
La crisi è sentita a tal punto che Rockstar, celebre per la serie G.T.A., quasi a riconfermare l’originalità dei titoli che la contraddistinguono, inserirà nel quinto capitolo della saga senzatetto e mendicanti come NPC, vaganti per le strade di San Andreas.
Un dettaglio merita di certo l’attenzione di tutti: quella economica non è l’unica crisi ad aver colpito il mondo videoludico: tra prequel, sequel e spin-off (per chi non lo sapesse, trattasi di serie “parallele” alla serie principale) l’E3 di quest’anno non ha presentato vere e proprie novità, fatta forse eccezione per l’annuncio della nuova home-console di Nintendo; annuncio che, si spera, potrà smuovere il mercato videoludico facendolo uscire dalla impasse in cui si trova.
Beninteso, di titoli da giocare non ne mancano affatto: non basterebbero le proverbali sette vite per completare la ludoteca attualmente disponibile, ma le esigenze dei videogiocatori negli ultimi anni si sono molto specializzate: chi ama un genere, chi un personaggio in particolare, e limitando le proprie scelte limita anche gli acquisti futuri. D’altro canto, però, non tutti possono permettersi di spendere 60 euro (se non oltre) per il titolo appena uscito, e forse se le varie compagnie venissero incontro ai videogiocatori almeno sul prezzo (cosa che in parte stanno già facendo promuovendo “saldi” elettronici) forse le perdite si potrebbero ammortizzare.
