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Evolve (PS4) – Recensione

 

Il cammino compiuto da Evolve non è stato facile. Dopo il fallimento di THQ (che doveva essere il primo publisher del titolo) e lo slittamento della data di uscita, identificata prima nel 21 ottobre 2014, non sono bastati l’evento della Big Alpha in novembre e le closed/open Beta per le varie piattaforme nel corso di gennaio a togliere i diversi dubbi sollevati da giocatori e critici nei confronti di questo titolo. Una volta uscito, il gioco ha suscitato grandi critiche per alcuni aspetti tecnici e grafici non eccellenti e per i tantissimi contenuti aggiuntivi già presenti. Sarà Evolve riuscito nel tentativo di scacciare le nubi avvoltesi attorno?

 

 Ready or Not

 

 

In seguito all’indiscutibile successo di Left 4 Dead, Turtle Rock Studios decide di rimettersi in gioco con un nuovo sparatutto cooperativo in prima persona sci-fi dallo scenario e meccaniche di gioco decisamente diverse, con un occhio al passato. Evolve infatti è ambientato sul pianeta Shear, caratterizzato da una fauna e flora ostili, dove le colonie di umani stabilitesi sono improvvisamente attaccate da mostri alieni. Per aiutare i coloni viene mandata una squadra speciale, i cui componenti sono definiti ‘Cacciatori’, composta da veterani di guerra, mercenari e squilibrati mentali. A questa sfida solo una delle due fazioni può sopravvivere: tocca a noi scegliere di chi prendere il ruolo.

 

Il pianeta Shear

 

Il gioco ruota intorno alla componente cooperativa attraverso sfide in cui quattro Cacciatori affrontano un Mostro: entrambi hanno abilità speciali che li contraddistinguono e un compito particolare da svolgere nelle cinque diverse modalità presenti, giocabili in giocatore singolo oppure nella modalità multiplayer (anche se in quest’ultima i server lascino ancora un po’ a desiderare, probabilmente a causa del loro sovraccarico nei primi giorni: meglio valutare la situazione in futuro).
Nella modalità ‘Caccia’, i Cacciatori sono chiamati ad uccidere un Mostro inizialmente al primo stadio che inizierà a esplorare il pianeta pochi secondi prima del loro arrivo. Il Mostro sarà più forte con il progredire degli stadi, reso possibile dal cibarsi della fauna locale (attraverso il quale si rigenera anche la corazza): il primo stadio è quello iniziale, nel quale si è ancora troppo deboli per sfidare i propri nemici; lo stadio massimo è il terzo. I Cacciatori devono monitorare il Mostro attraverso i cadaveri degli animali di cui si è cibato e il volo degli uccelli spaventati fino ad arrivare a intrappolarlo e ucciderlo prima che raggiunga il terzo stadio, ovvero quando sarà più forte di loro. Il Mostro deve invece uccidere tutti i Cacciatori o, una volta raggiunto il terzo stadio, distruggere il Relè, cioè la centrale energetica presente sul pianeta.
La modalità ‘Nido’ consiste invece nella distruzione da parte dei Cacciatori di tutti i nidi del Mostro, che dovrà proteggerli uccidendo gli avversari oppure facendo schiudere le proprie uova per avere dei mostri alleati contro i Cacciatori.

 

 

 

Nella modalità ‘Salvataggio’ i Cacciatori hanno il compito di portare sani e salvi in punti di estrazione coloro che sono sopravvissuti all’attacco del Mostro alla centrale energetica e che si sono rifugiati nella foresta: il Mostro deve fare in modo che ciò non accada.
Nella modalità ‘Evacuazione’ il pianeta Shear è sopraffatto dai Mostri, e in cinque giorni i Cacciatori devono far evacuare il maggior numero di persone attraverso lo svolgimento di cinque modalità: ognuna di esse è profondamente caratterizzata in positivo o in negativo dal risultato di quella precedente, che sia vittoria o sconfitta da parte del Mostro o dei Cacciatori.
Infine, nella modalità ‘Difesa’ mostri guidati dal Mostro Alpha al terzo stadio stanno attaccando una nave da trasporto che sta accogliendo i coloni; la nave è protetta da due scudi, prodotti da un generatore ciascuno. I Cacciatori devono proteggere i generatori dai mostri fino a quando la nave raggiungerà il numero massimo di coloni trasportabili.

 

 

Meet the Hunters

I Cacciatori si dividono in quattro classi, ciascuna con le proprie peculiarità: Assalto, che sarà la figura più letale in termini di danni inflitti; Trapper, in grado di bloccare il mostro e facilitare la sua uccisione; Medico, che come tale dovrà curare i propri compagni feriti; infine Supporto, il cui compito è quello di aiutare i compagni rendendoli più forti e di far indietreggiare il mostro in caso di pericolo. E’ possibile giocare ogni classe con tre diversi personaggi che possiedono tutti un unico equipaggiamento: Markov, il cui unico desiderio è quello di morire in battaglia, Hyde, psicopatico, e Parnell, assaltatore per eccellenza, costituiscono la classe Assalto; i Trapper sono Maggie, donna solitaria accompagnata dal suo sbranatore addomesticato Daisy, che ci aiuterà a rilevare le tracce del mostro, Griffin, cacciatore di mostri veterano, e Abe, cowboy ed ex cacciatore di teste; la classe Medico è costituita da Val, cecchino, Caira, amante dei lanciafiamme, e Lazarus, in grado di far tornare in vita i compagni morti; infine la classe Supporto è formata da Hank, veterano di guerra, Cabot, il leader del gruppo, e Bucket, drone pilota dalle capacità più disparate.

 

‘Lavora come una squadra o muori da solo’: impossibile trovare un espressione migliore per identificare Evolve

 

Meet the Monsters

Tre sono i Mostri, in minoranza rispetto ai Cacciatori ma, grazie alle loro potenzialità, non meno letali: il Wraith, spettro con due lame perforanti che agisce nell’oscurità; il Goliath, capace di sputare fuoco e lanciare rocce contro i suoi nemici; e il Kraken, mostro tentacolare in grado di elettrizzare chi cerca di dargli la caccia.

 

Sia i Cacciatori che i Mostri saranno sbloccabili nel tempo avanzando di livello, cosí come personalizzazioni dell’equipaggiamento e skin.

 


Evolve: tecnicamente next-gen?

A prima vista, è impossibile non stupirsi di fronte alla varietà di fauna e flora presenti sul pianeta Shear, che conosceremo grazie alle modalità di gioco. Il CryEngine 3 riesce a compiere il suo lavoro in modo più che discreto: gli sviluppatori hanno sfruttato bene il motore grafico per riprodurre diversi tipi di vegetazione e animali (con risultati ottimi in termini di texture, colori e luci) che colpiscono il giocatore non solo nel senso astratto del verbo, creando un’esperienza di gioco piacevole in cui l’ambientazione svolge un compito importante, ma anche nel senso proprio. Le piante e le creature aliene che popolano il pianeta entrano infatti a far parte della sfida all’ultimo sangue tra Cacciatori e Mostri per la loro natura ostile che non farà distinzione tra una categoria e l’altra. Un fattore importante in Evolve è dunque quello di conoscere bene il terreno di battaglia, capace di volgere le sorti dello scontro.
Il gioco rimane tuttavia afflitto da alcuni bug di minore entità (per esempio nel comparto sonoro) e, nonostante un frame-rate quasi sempre stabile su entrambe le versioni per console, soffre di cali di fotogrammi al secondo che raggiungono anche i 21 fps nelle situazioni di maggior concitazione, come è possibile notare dalle seguenti analisi compiute da Digital Foundry.

 

 

La risoluzione, sempre in base alle stesse analisi, è maggiore su Playstation 4 (1080p) rispetto a Xbox One (900p), ma la differenza tra le due console non risulta così percettibile: lo stesso vale nel confronto con la versione per PC.

 

 

 

 

 


Fino a 800’000 combinazioni di gioco

La struttura del titolo può effettivamente risultare complicata nelle prime ore di gioco, a causa delle diverse modalità, personalizzazioni e equipaggiamenti/abilità dei Mostri e dei Cacciatori, oltre alla grande estensione della mappa: è necessaria molta pratica (e pazienza…) per riuscire a comprendere tutte le meccaniche di gioco. D’altronde questo era scontato in un gioco in cui, per compensare l’assenza di una trama vera e propria, la rigiocabilità fa da padrona: includendo tutte le varianti di approccio allo scontro e non solo, gli sviluppatori hanno promesso che sarà possibile conseguire l’obiettivo nella modalità ‘Evacuazione’ in 800 mila combinazioni. Un’utopia, secondo alcuni; una possibilità invece secondo il sottoscritto, perché effettivamente è contata ogni piccola modifica di approccio. Le ore di gioco che Evolve potrebbe occupare sono tantissime, in base alle preferenze del giocatore, ma volutamente non sempre intense, perché molti sono i periodi morti in cui per esempio il Mostro eviterà lo scontro per diventare ancora più forte o rigenerarsi la corazza.

 


Conclusione

Nonostante la posticipazione della data di uscita del gioco e le fasi di Alpha e open/closed Beta, la sensazione è quella che Evolve non rappresenti una rivoluzione in termini tecnici. Il lavoro tutto sommato positivo di Turtle Rock Studios è ben visibile nella realizzazione degli ambienti e dei personaggi, ed assicura una buona longevità grazie alle combinazioni di gioco. Il comparto tecnico forse avrebbe avuto bisogno di maggior cura, in particolare per le versioni destinate a Playstation 4 e Xbox One che, ad un anno dal rilascio, possono e devono essere sfruttate di più nello sviluppo dei nuovi giochi.