Game over

Murdered: Soul Suspect è il nuovo thriller investigativo sviluppato da Airtight Games e pubblicato da Square Enix. Da certi punti di vista, si tratta di un gioco molto coraggioso, diverso da molti dei titoli più recenti cui siamo abituati, sia per la totale mancanza d’azione, sia per l’aver scelto un genere decisamente “fuori moda”. Tuttavia, sebbene le premesse, come avrete già intuito, siano più che ottime, la produzione di Square Enix va via via perdendo il suo fascino con le ore di gioco, lasciando l’amaro in bocca per un’occasione d’oro non sfruttata al massimo.

Duro a morire

Murdered: Soul Suspect si apre con… la morte del protagonista, Ronan O’Connor, freddato brutalmente con 7 colpi di pistola dal serial killer soprannominato dai giornalisti  “il killer della campana“. Tuttavia, Ronan dovrà ancora aspettare per ricongiungersi con la defunta moglie, morta 3 anni prima: il detective, infatti, è «morto lasciando qualcosa in sospeso», pertanto la sua anima sarà costretta a vagare sulla terra, finché il caso del killer della campana non sarà risolto.

Vale la pena dedicare due minuti al protagonista, Ronan O’Connor. Ex criminale, con tanti tatuaggi sul corpo quanti reati sulla fedina penale, poi pentito e diventato poliziotto. Si tratta di un personaggio carismatico, a tratti presuntuoso e sbruffone, ma in fondo gentile e sempre pronto ad aiutare il prossimo, sempre con la sigaretta in bocca (perfino dopo la morte!) e  la battuta pronta, con un umorismo che, in questo contesto, inevitabilmente finisce con l’assumere, spesso, un retrogusto “noir”.
Non si tratta certo di uno dei personaggi migliori mai visti nella storia dei videogiochi, e non ha nemmeno nessuna caratteristica particolarmente unica o innovativa. Tuttavia, pur nella sua semplicità, Ronan è una piacevole compagnia per tutta la durata del gioco.

‘O muorto che pparla

Come già accennato prima, per tutta la durata del gioco impersoneremo il detective Ronan O’Connor… o, meglio, il “fantasma” del detective Ronan O’Connor. Ciò permette di arricchire il gameplay con numerose feature accattivanti ed innovative, purtroppo non sfruttate nel pieno delle loro potenzialità, se non forse nelle fasi esplorative. Potremo, ad esempio, passare attraverso pareti e porte, oppure potremo impossessarci delle persone per leggere loro nel pensiero o condizionare le loro azioni, in modo da ottenere indizi importanti necessari alla risoluzione del caso. Ci sarà anche possibile teletrasportarci di qualche metro o impossessarsi di un gatto, in modo da accedere ad aree altrimenti irraggiungibili ed esplorare l’ambiente di gioco, alla ricerca dei 173 collezionabili sparsi per la cittadina di Salem.

Tutte queste abilità, naturalmente, potranno essere sfruttate anche per risolvere il mistero del killer della campana, che sarà svelato a pillole, come in ogni buon thriller che si rispetti, tenendo sempre il giocatore sulle spine e la suspense alta. Peccato, soltanto, che il finale del gioco, in cui non mancano comunque i colpi di scena, diventi ampiamente prevedibile, ma solo parzialmente, attenzione, già da circa tre quarti di gioco in avanti, e probabilmente anche prima per chi ha già una buona esperienza di film o libri gialli alle spalle.

Il gameplay, segue più o meno sempre questa struttura: si arriva sulla scena dell’indagine, dove Ronan si porrà una domanda (ad esempio: com’è morta questa ragazza?) a cui dovremo cercare di rispondere. Per farlo, innanzi tutti dovremo raccogliere quanti più indizi possibile. In questa prima fase, occorrerà analizzare minuziosamente l’ambiente circostante per trovare qualcosa che ci possa aiutare a risolvere il caso. Oltre al semplice cercare oggetti, Ronan dovrà anche impossessarsi dei testimoni per leggere i loro pensieri e origliare le loro conversazioni, oppure condizionare la loro mente e osservare attraverso i loro occhi, a caccia di indizi. Dopo aver trovato tutti gli indizi (in alcuni casi non è neanche necessario raccogliere tutti gli indizi, e potremo cercare di risolvere il caso anche solo con alcune informazioni), dovremo cercare di rispondere all’interrogativo posto da Ronan. Per farlo, dovremo scegliere due o tre degli indizi trovati, per ricostruire gli eventi. Riuscirci al primo colpo ci garantirà il punteggio massimo di 3 distintivi, e ad ogni errore ci verrà sottratto un distintivo, fino ad arrivare al minimo di 1. Il problema è che ottenere un punteggio massimo non dà alcun tipo di bonus, né permette di sbloccare trofei e non esistono neanche classifiche online in cui classificarsi: insomma, si tratta di una feature completamente inutile. Di conseguenza, volendo, il gameplay potrebbe ridursi semplicemente al rastrellare a tappetto la scena dell’indagine per raccogliere tutti gli indizi, dopodiché selezionare a caso gli indizi a ripetizione, finché non si trova la risposta giusta. Gli errori non vengono puniti e le deduzioni logiche brillanti non vengono premiate. In queste fasi di gioco, quindi, il tasso di sfida è pari a zero.

Why was the killer here? - Murdered: Soul Suspect

 

Come già premesso ad inizio recensione, inoltre, in Murdered: Soul Suspect è pressoché assente qualsiasi tipo di sequenza d’azione (il che, precisiamo, non è certo da considerarsi un difetto). L’unica eccezione sono alcune sporadiche e generalmente facili (se non proprio nelle ultimissime battute di gioco) fasi stealth, in cui Ronan dovrà nascondersi da alcuni demoni, pronti a portarlo con loro negli inferi, che possono essere eliminati se colti di soppiatto alle spalle. Pur non essendo nulla di speciale, si tratta comunque di momenti di gioco utili a spezzare la monotonia ed offrire un po’ di varietà, aumentare la tensione e offrire una piccola scarica di adrenalina.

La longevità del gioco non è eccezionale. Noi di GameBack, in circa 9 ore abbiamo completato il gioco trovando oltre 150/173 collezionabili e spulciando per bene tutte le scene delle indagini, fermandoci spesso ad ascoltare le conversazioni dei passanti e dei nostri compagni di sventura fantasmi, ottenendo il 73% dei trofei su PS4. La durata netta del gioco, quindi, dedicandosi solo al caso principale e senza perdersi nell’esplorazione (che comunque sarebbe un peccato, visto che è uno degli aspetti forse meglio riusciti del gioco), si aggira sulle 5-6 ore. A questo, poi, va ad aggiungersi un tasso di rigiocabilità nullo. Una volta terminata l’avventura, non sarà possibile continuare a giocare, ad esempio, per trovare tutti i collezionabili mancati, né vi sono altri motivi validi per ricominciare l’avventura da zero.

Un fantasma di nuova generazione?

Il comparto tecnico di Murdered: Soul Suspect non fa gridare al miracolo. Graficamente non è nulla di impressionante, colpa della sua natura cross-gen; se da un lato, infatti, troviamo modelli poligonali di buona qualità, dall’altro troviamo diverse texture a bassa definizione, che spesso fanno torcere un po’ il naso. A questo, va aggiunto uno sfarfallio abbastanza frequente (non troppo fastidioso per fortuna) quando facciamo correre Ronan per le strade di Salem e cali di frame rate piuttosto evidenti e un po’ troppo frequenti. Ci sembra giusto far notare, inoltre, che ci è capitato di imbatterci in un errore del gioco, che ci impediva di compiere alcune azioni come origliare i discorsi dei testimoni e ci ha costretto, per poter proseguire nel gioco, a riavviare la console. Forse si tratta di un caso isolato, ma è nostro dovere riportare completamente e senza tralasciare nulla la nostra esperienza di gioco.

Il comparto audio, invece, va decisamente meglio, con effetti sonori di altissima qualità e un doppiaggio in italiano molto buono, almeno per quanto riguarda le voci dei personaggi principali.

Il commento di Giovanni John Improta

Murdered: Soul Suspect è stato in grado di rapirmi fin dai primi minuti e di tenermi incollato allo schermo fino alla fine della storia. Tuttavia, il più che ottimo impatto iniziale è progressivamente sfumato, dando quasi l'impressione di essere stato realizzato troppo in fretta e di essere stato un po' "tirato via". Alla fine, ho provato un misto di rabbia e delusione nel vedere tante buone idee sfruttate così male, in un titolo che in circostanze diverse sarebbe potuta essere una piacevole ed inaspettata sorpresa per la scena videoludica attuale

7
GAMEPLAY
Fasi esplorative interessanti, ma indagini troppo guidate e lineari
9
COINVOLGIMENTO
Trama intrigante, ambientazione di gioco accattivante e protagonista ben caratterizzato
5.2
LONGEVITÀ
Circa 5-6 ore per completare solo la campagna solo la trama principale; 4 ore in più per completare il gioco al 100%; zero rigiocabilità
7.1
GRAFICA
Tra alti bassi, comparto grafico buono, ma nulla di più
8.7
SONORO
Ottimo doppiaggio ed effetti sonori di alta qualità
0.1
BONUS
Un piccolo bonus per le tante buone idee, purtroppo non sfruttate al massimo
7.4 MEDIA + 0.1 BONUS = 7.5 TOTALE
  • Trama intrigante ed accattivante
  • Protagonista ben caratterizzato
  • Tante buone idee
  • Troppo lineare e guidato
  • Zero rigiocabilità
  • Tante feature non sfruttate al meglio

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