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The Witcher 3: Wild Hunt – Blood and Wine (PC) – Recensione

Geralt di Rivia, protagonista di uno degli RPG migliori dell’ultimo decennio, è infine giunto alla sua ultima avventura, con la seconda e ultima espansione confezionata dai ragazzi di CD Projekt Red: Blood and Wine. Riuscirà questo DLC ad essere una degna conclusione per il tanto apprezzato e amato The Witcher 3? Scopriamolo!

La terra del vino è intrisa di sangue

Touissant, la terra del vino, il paese dove scorre latte e miele, estraneo alla guerra e al dolore, è ora diventato scenario di terribili massacri e sciagurate stragi. Su richiesta della duchessa Anna Henrietta, quindi, Geralt di Rivia decide di recarsi presso l’esotico regno per indagare su un misterioso mostro che sta infestando la tranquilla terra dell’estate. Senza anticipare altro, per evitare anche il minimo spoiler, posso assicurarvi che la trama è ottimamente scritta e diretta, non mancano i colpi di scena e permette di giungere a finali differenti, a seconda delle scelte compiute.

Come in Hearts of Stone, la storia di questa espansione corre su un binario parallelo rispetto all’avventura principale, e può pertanto essere giocata indipendentemente dal punto in cui si trova nel gioco base, a patto di essere ad un livello adeguato, naturalmente. È anche possibile avviare Blood and Wine direttamente dal menù principale. Così facendo, il DLC proseguirà in modo totalmente indipendente rispetto a Wild Hunt, e ci metterà nei panni di un Geralt di Rivia già ben equipaggiato e con abbastanza punti abilità a disposizione da distribuire per essere pronti ad affrontare le insidie di questa nuova avventura.

Un’espansione per domarle tutte

A livello di gameplay, Blood and Wine parte dalla già solidissima struttura del gioco base. Il combat system è rimasto invariato, e i mostri che infestano la terra dei vini sono per la maggior parte varianti leggermente diverse di quelli già visti in Wild Hunt, anche se non mancano diverse aggiunte al bestiario. È invece stato aggiunto un gran numero di nuove armi, armature ed equipaggiamento, tra cui un nuovo completo da witcher e la possibilità di potenziare ulteriormente tutti gli altri set fino al livello di Gran Maestro, nonché la possibilità di personalizzare gli abiti cambiandone il colore. Non mancano, inoltre, alcune novità anche più corpose ed interessanti.

Tra le più importanti, troviamo sicuramente il sistema di mutazioni rivisto e migliorato con diverse modifiche e aggiunte. Geralt può ora contare sulle sinapsi rinforzate, grazie alle quali lo strigo può sbloccare nuovi potenziamenti in base alle sostanze mutagene in uso. Una volta sbloccato uno di questi nuovi potenziamenti (ottenibili spendendo sia i classici punti abilità che alcuni mutageni), questo andrà attivato. Sebbene siano presenti dodici nuove mutazioni, è possibile averne attiva solo uno per volta. Ogni potenziamento fornisce non solo una nuova abilità passiva per Geralt, ma anche fino a quattro nuovi slot per le abilità, ma solo del colore del potenziamento scelto (il solito rosso per le abilità di combattimento, blu per la magia, verde per l’alchimia e giallo per le altre). Questa nuova feature dona, quindi, un nuovo livello di profondità nello sviluppo del personaggio, che era forse uno dei punti più deboli di The Witcher 3.
Per l’occasione, inoltre, è stata rilasciata una nuova patch (che ha effetto anche sul gioco base) che rinnova e migliora le schermate di gestione dell’inventario, dello sviluppo delle abilità e della mappa, rendendo il tutto più comodo ed intuitivo.

Come se questo non fosse già abbastanza per una singola espansione, le novità non sono finite. In Blood and Wine, viene introdotta anche una piccola componente gestionale: come ricompensa per un incarico, a Geralt viene regalata la villa Corvo Bianco. La magione include un ampio giardino con tanto di vigneto, cantine per il vino, numerose stanze per gli ospiti, spazi per esporre armi e armature, un laboratorio alchemico e tanto, tanto altro. Lo strigo può inoltre investire i suoi risparmi per espandere e migliorare la sontuosa dimora.

Mostruosamente dettagliato

Appena giunti nel ducato, è subito evidente che ci troviamo in un paese che non è mai stato sfiorato dalla guerra. Questa caratteristica è magistralmente sottolineata anche visivamente dall’utilizzo di una gamma di colori dalla tonalità decisamente più vivace, accesa e intensa, che ben rispecchia l’esoticità del ducato e delle terre circostanti. Vagare nelle terre di Touissant è un piacere per gli occhi, tanto da far quasi rimpiangere la presenza di viaggi rapidi che non ci obbligano a percorrere e ripercorrere incantevoli valli, costeggiate da sinuose colline dai verdi prati e coloratissimi campi fioriti che circondano gli splendidi castelli di architettura elfica della capitale Beauclaire.

Anche il comparto audio non è da meno, naturalmente. La già eccezionale colonna sonora si arricchisce di nuove tracce inedite che si sposano perfettamente con l’ambientazione e l’atmosfera della terra dei vini. Anche il doppiaggio è curato anche fin nei dettagli, con personaggi dotati di un caratteristico accento francese in grado di aumentare notevolmente il livello di immersione, esaltando ulteriormente la poetica Touissant nata nei romanzi di Sapkowski e magistralmente trasformata in capolavoro videoludico dai maestri di CD Projekt Red.