Il 12 ottobre sono uscite nei negozi Pokémon Versione Nera 2 e Pokémon Versione Bianca 2, un notevole traguardo per la serie, che giunge così a ben 21 titoli principali (senza dunque contare gli innumerevoli spin-off e versioni minori) pubblicati nel corso di 16 anni di felicissima carriera.

Ma all’inizio, com’era Pokémon?

Tutto, si dice, partì dall’infanzia di Satoshi Tajiri il quale, come molti suoi coetanei giapponesi, aveva una vera e propria passione per le collezioni di insetti… E da qui potremmo iniziare a parlarvi di Pokémon Verde (Midori) e Rosso (Aka), ma vogliamo spingerci ancora più indietro nel tempo, presentandovi un lato di questa popolarissima saga sconosciuto ai più.

É infatti esistito un periodo in cui i Pokémon erano ben diversi da come li conosciamo, un periodo nel quale… non si chiamavano nemmeno Pokémon!

In effetti, nel lontano 1990 s’iniziava a sviluppare un videogioco chiamato “Capsule Monsters”. Il nome era chiaramente ispirato ai gashapon giapponesi, tanto che le antenate di quelle che oggigiorno conosciamo come Pokéball altro non erano che capsule molto, molto simili a quelle dei veri distributori automatici.

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Tuttavia, sembra che ci furono diversi problemi a registrare il marchio “Capsule Monsters”, che venne quindi dapprima compresso in “Capumon” e poi trasformato definitivamente in “Pocket Monsters”.

In questo concept iniziale erano già compresi alcuni dei mostriciattoli e delle meccaniche di gioco che tanto ci sarebbero diventati familiari.

Iniziamo per esempio a vedere qualche bozzetto:

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Vi pare di averlo già visto da qualche parte? Forse perchè rappresenta una prima bozza di ciò che aprirà la storia dei Pokémon: il combattimento tra Nidorino e Gengar.

 

Il nostro proto-Gengar qui, a dirla tutta, assomiglia già parecchio al suo successore, mentre possiamo osservare quanto il design di Nidorino sia cambiato nel corso dello sviluppo.

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Qui invece possiamo vedere, oltre a una variante del logo “Capsule Monsters”, una prima idea della mappa di Kanto: dalle parti di Game Freak, a quanto pare, avevano le idee già abbastanza chiare nel 1990.

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Ecco qui invece le prime idee alla base del concetto delle Pokéball, insieme allo schizzo di un mostriciattolo che potrebbe essere un proto-Rhydon (che, in effetti, è tradizionalmente considerato il primo Pokémon creato da Game Freak). A proposito: sapevate che, in ogni capitolo della prima generazione, ciascun Pokémon ha un numero identificativo nascosto? E che tale numero, nel caso di Rhydon, è proprio 001?

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E qui invece abbiamo un Rhydon dal design già quasi definitivo, insieme ad una prima bozza per l’allenatore (Red) e… uova Pokémon?

Ormai, Rhydon assomiglia decisamente allo sprite della Versione Verde:

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Osserviamo ora invece un primo bozzetto di un Pokémon Market: decisamente diverso da quelli futuri, no? In effetti, i Pokémon in gabbia fanno un po’ uno strano effetto…

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Ed ecco a voi, signore e signori, una delle prime città disegnate! Forse una prima bozza di Azzurrolpoli (Celadon City), come potrebbe far pensare la fontana al centro della piazza (introdotta però nei videogiochi solo a partire da Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia).

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La camera da letto di un’allenatrice: da notare la macchina per curare i Pokémon. Inoltre, una piccola chicca: a quanto pare, da questo come da vari artwork ufficiali, era previsto che il giocatore potesse scegliere se interpretare un allenatore o un’allenatrice (possibilità introdotta invece solo con la Versione Cristallo).

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Qui invece abbiamo un hotel Pokémon: precursore sia dell’Hotel di Azzurropoli, sia dei Pokémon Center.

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Un esempio di interazione tra allenatori in un percorso… a quanto pare, si tratta di uno scambio!

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Un beta-Dratini/Dragonair. Da notare il fatto che, nello sprite originale (nelle versioni Verde e Rossa giapponesi) di Dragonite

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la cresta è ancora visibile, mentre verrà tolta nella Versione Blu (e nella Rossa occidentale).

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Tuttavia, sarà ancora presente nello sprite “di schiena” fino alla Versione Gialla compresa.

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Un prototipo del menù Pokémon. I Pokéyen si chiamano ancora semplicemente “GOLD”. C’è una certa somiglianza tra il Pokémon qui mostrato e questa statua, vista nelle versioni Nera 2 e Bianca 2.

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Chissà…

http://www.tumblr.com/tagged/capumon

Una battaglia tra il futuro Blastoise (che ancora non presenta i caratteristici cannoni sulla schiena) e Staryu.

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Un proto-Lapras con il corno posto sul naso e senza “orecchie”.

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Altri Pokémon mai realizzati. Curiosa la somiglianza dell’ultimo a destra con Ledian.

Vi lasciamo con un video, molto ben fatto, che presenta ulteriori schizzi mai visti prima.

 

Daniela Rizzo
Videogioco da... sempre! Ho iniziato infatti a soli due anni su un MSX2, quando i giochi erano davvero tostissimi. E niente continue o password! Quanti Game Over, ragazzi! Ho poi scoperto Nintendo, e da quando mi hanno regalato un Game Boy Color non sono più tornata dal Mondo dei Funghi (o da Johto, o da Hyrule... beh, fate vobis!). Forse proprio perché ho iniziato su giochi già "vecchi", ho sempre nutrito una grandissima passione per il retrogaming: quando sento una melodia a 8 bit, mi sento sempre un po' archeologa! La mia serie preferita? The Legend of Zelda, che domande!

3 Responses to “Pokémon: le origini di un mito”

  1. […] di alcuni Pokémon beta in versioni passate (come visto ad esempio in due nostri speciali sulla prima e seconda […]

  2. Mi viene quasi nostalgia dei “vecchi tempi”…

  3. Zone ha detto:

    Quando leggo questi articoli mi sento un po’ come un appassionato di geologia in un museo. Come cambia il mondo…

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