Prey for the Gods immagine in evidenza

Da oggi Prey for the Gods, Action-Adventure indie finanziato su Kickstarter e in arrivo prossimamente su PS4, Xbox One e PC, ha cambiato il proprio nome in “Praey for the Gods”. Perché fare una cosa simile? Lo spiegano gli sviluppatori stessi, No Matter Studios, nell’ultima newsletter pubblicata:

 

Che!? Perché adesso siete PRAEY for the Gods!?

Oh, già, quello… beh, non volevamo farlo, ma abbiamo dovuto cambiare il nome del nostro gioco da Prey for the Gods a Praey for the Gods. Fortunatamente possiamo tenerci il logo, ma dovremo scrivere “Praey for the Gods”. Onestamente, potremmo scrivere questa intera newsletter coi nostri pensieri in merito a questa vicenda. Siamo alle prese con la legge sui marchi registrati e non abbiamo firmato nessun NDA, quindi possiamo dirvi chi è l’altra parte della causa: Bethesda/Zenimax.

Avremmo potuto combattere, e ci abbiamo pensato per parecchio tempo. Una disputa per un marchio può diventare lunga, e a seconda di quanto a fondo si vuole andare può essere molto costosa. Non volevamo spendere i nostri preziosi fondi di Kickstarter, né volevamo chiedere ulteriori soldi per portare la cosa in tribunale. Utilizzare i soldi dei backer per qualcosa che non contribuisce allo sviluppo o alle ricompense per i backer ci sembrava orribile. Anche se avessimo vinto avremmo dovuto spendere una considerevole parte dei nostri fondi, e a nostro dire non ne valeva la pena.

La verità è che inizialmente avevamo pensato di chiamare il gioco Præy for the Gods, prima di pubblicare il primo trailer. Il logo ha anche la donna sdoppiata che prega in “prey”, e per fortuna possiamo continuare ad usarlo. Ci siamo resi conto che la gente avrebbe avuto problemi a battere il simbolo æ nei motori di ricerca e simili. Tutto questo era nel 2015, quando abbiamo postato un trailer su Facebook e Twitter senza sapere se anche solo 100 o 1’000 persone lo avrebbero visto. Poi abbiamo richiesto la registrazione dei marchi sia per Prey for the Gods che per Præy for the Gods, poco dopo esserci resi conto di cosa stessimo effettivamente facendo. Putroppo Zenimax ha deciso di fare istanza contro il nostro marchio, perché pensavano che entrambi fossero troppo simili al loro marchio “Prey”. Anche se non siamo d’accordo con la loro opposizione, siamo risusciti a raggiungere un accordo.

È una cosa che mi ha tenuto sveglio molte notti, e senza dubbio ha distolto spesso la nostra attenzione dal gioco. Preoccupati del possibile esito se avessimo portato la cosa in tribunale, se avremmo perso i nostri fan o se avessimo dovuto abbandonare il marchio e ci fosse potenzialmente stata fatta lo stesso una causa da milioni di dollari per infrazione di marchio registrato. Tutto questo è davvero qualcosa con cui nessun piccolo team dovrebbe mai avere a che fare, per non parlare di un gruppo di 3 persone. Quindi, esserne usciti indenni e continuare a sviluppare il gioco è stata una vittoria. Una che senza dubbio avrà un impatto sulla nostra compagnia in futuro.

 

Cercando di valutare la situazione dall’esterno, bisogna tenere a mente che la (demenziale) legge americana sui marchi registrati è scritta in modo che qualcuno che vede il proprio marchio infranto e non si oppone immediatamente alla cosa rischia di perdere ogni diritto su quel marchio, motivo per cui tutte le grandi compagnie, per andare sul sicuro, contestano tutto il contestabile, ben sapendo che perderatto il 99,99% delle cause nel caso si vada in tribunale.

Allo stesso tempo, questo caso è talmente tirato per i capelli (essendo “Prey” una singola, comune parola della lingua inglese) da segnare un bruttissimo precedente, se non giuridico (visto che non si è passato da nessun tribunale) almeno di costume, perché lancia sostanzialmente il messaggio che qualunque videogioco contenga nel titolo parole comuni già utilizzate per qualsiasi titolo di proprietà di una grande compagnia deve mettere da conto una possibile ingiunzione in tribunale. Tra l’altro, sempre Bethesda si rese protagonista di un altro caso controverso simile nel 2011, quando tentò di impedire a Mojang di registrare il suo nuovo titolo “Scrolls” (ovviamente per via di “The Elder Scrolls”).

 

Prey for the Gods sarà disponibile su PS4, Xbox One e PC in data da destinarsi.

Lorenzo Forini
Sono nato a Bologna nel 1993, videogioco da sempre, e da sempre mi ha affascinato l'idea di andare oltre al solo giocare, di cercare di capire cosa c'è nascosto in ogni titolo dietro al sipario più immediato da cogliere. Se i videogiochi sono una forma d'arte, forse è il caso di iniziare a studiarli davvero come tali.